Voglio una vacanzaaaaaaaaaaaaaa!
Oggi ero sul balcone della cucina di casa mia e sento chiamare dal vicino, con una certa insistenza, il nome del mio cane.
M'è preso un colpo. Soprattutto quando ho sentito abbaiare in risposta.
Nulla di soprannaturale. Solo una coincidenza o, forse, un piccolo segno del destino.
Al vicino hanno chiesto di adottare una piccola cagnolina senza famiglia. E presso il centro nel quale era stata ospitata sino ad allora, guarda un pò, l'avevano chiamata proprio come la mia canitta.
Quando l'ho saputo m'è venuto il magone, però sono stata contenta.
Per una canitta che parte, una che arriva.
Sabato il principe s'è ribellato alla consueta scena di me davanti al pc, con una montagna di libri accanto e per giunta in lacrime per la cagnolina.
"Basta! Non si può fare più questa vita. Domani si va tutti in campagna a passare una giornata a contatto con la natura. Devi staccare un poco. Per forza!"
All'inizio non volevo andare. Presa dalla malinconia, mi andava solo di stare a guardare foto e video della canitta e di piangere per distrarmi da quel senso di vuoto che s'è improvvisamente creato attorno. Poi però, dietro insistenza del principe, ho deciso di andare.
Ed ho fatto proprio bene.
Mi sono trovata davanti a questo paesaggio

Il cielo era proprio blu e il sole caldissimo. Mi sono inerpicata sulle colline che circondavano la casa.

Ho camminato in mezzo ai campi di grano. Non c'era nessuno attorno. Solo il rumore del vento che muoveva le spighe. 
Ad un certo punto sono arrivata ad un casolare antichissimo, completamente abbandonato, costruito in cima ad una collina, probabile rifugio di qualche pastore. Mi sono seduta accanto al pozzo circondato da ficodindia, in totale solitudine. E lo spettacolo intorno, con le ampie distese di grano e papaveri rossi, m'è sembrato incredibile, perfetto equilibrio di luci, colori, odori. Tutto l'affanno dell'ultimo periodo, lo stress, il lavoro compulsivo mi sono sembrati ridicoli. Ho fatto pace con il mio cuore e con la mia mente.
Da domenica ho smesso di stare male e di piangere.
La cagnolina, non so perchè, la sento vicina vicina e non mi sembra più che manchi dolorosamente da casa.
In questo momento non riesco a scrivere altro.
Posto il video di quando lei e mia mamma comunicavano con il loro amoroso linguaggio
Eh si! Qui in terra sicula il sole caldissimo, il cielo turchese e senza nuvole, l'aria profumata invogliano ad andare in spiaggia.

La gente prepara panini, prende l'ombrellone e via. Si va tutti al mare.
Tutti.
Tranne una certa personcina. Che deve lavorare anche oggi per via di alcune angoscianti scadenze. Fidanzata con un principe che, ormai rassegnato, ha preso la bici e in questo momento starà tentando la scalata dell'Etna.
Nonostante tutto, però, questa personcina oggi è contenta. In primo luogo perchè la sua cagnolina sta rispondendo agli antidolorifici e così ha ripreso a girare per casa.
E poi perchè da ieri, in alcune librerie specializzate, ci sono due volumi, uno turchese e uno blu, che portano il suo nome e sono dedicati ai suoi genitori e al principe.
Qualcuno sa se esistono antidolorifici per cani?
La mia cagnolina sta male e non so come alleviare un poco il dolore...
Oggi è stata una giornata importante.
Mio fratello si è laureato. Esattamente lo stesso in cui giorno in cui, 33 anni fa, si laureò mio padre. Stesso luogo, stesso corso di laurea.
Per me oggi, invece, è stato l'ultimo giorno di lezione di dottorato. Ho messo l'ultima firma sul registro delle presenze, esattamente sotto la data di oggi. 18 aprile 2008
Nella mia vita il numero 8 ricorre spesso, così come il 12. Non sono una superstiziosa, ma a volte mi capitano coincidenze pazzesche!
Nell'ultimo periodo sono stata sepolta a casa a lavorare. Sono stata persino dispensata dall'andare a fare ricevimento studenti pur di completare il compito che mi è stato assegnato. Passo intere settimane chiusa in casa senza mettere il naso fuori.
Domani mia mamma fa il compleanno. Non voglio resti senza regalo, così decido di uscire per acquistare al volo qualcosa.
Entro nel negozio, vedo una borsa che può piacerle, la pago. Tempo complessivo impiegato per l'intera operazione:2 minuti circa. Mentre tutta trafelata mi avvio verso l'uscita, alzo lo sguardo e chi vedo?
Il Grande Capo.Si. Lei. Proprio lei. Quella che non esce mai dal suo studio, ma che giusto oggi aveva un regalo da comprare. Mi vede e, affabile come sempre, mi sorride.
G.C.: "Che ci fai tu qui?"
L:"Emh, ecco. Veramente io... domani è il compleanno di mia mamma..."
G.C.: "Beh, allora certo. Capisco..."
L.: "Mi dispiaceva lasciala senza regalo..."
G.C.: "Si, certo certo. Ma senti, tu hai presente le tue scadenze, vero?!!!"
L.: 
Che fortuna!!!
Di ogni persona divenuta importante nella mia vita ricordo perfettamente il primo incrocio di sguardi. E' come se una scarica mi attraversasse, provocando una reazione chimica che imprime nella memoria circostanze, odori, suoni, colori.
Mi è successa la stessa cosa quando ho incontrato per la prima volta il principe. Ero in un'aula universitaria a far fare un'esame scritto ad alcuni studenti. La professoressa non era presente, così decido di concedere qualche minuto extra ai ragazzi. Esattamente allo scadere dell'orario previsto per la prova, bussa alla porta un ragazzo e mi chiede educatamente il permesso di entrare. La sua ragazza sta facendo la prova, mi spiega, e lui è preoccupato perchè ancora non è uscita.
Ricordo di essere rimasta colpita dal garbo, dall'attenzione che mostrava per l'allora sua fidanzata e, naturalmente, per il bell'aspetto. Ho pensato "Certe fortune a me non capitano mai!", considerata anche la triste situazione sentimentale che vivevo allora.
L'ho fatto entrare, nonostante la prova per alcuni fosse ancora in atto.
Lui mi ha poi raccontato di ricordare perfettamente l'episodio. Dice di aver chiesto alla ragazza chi io fossi, anche perchè gli sembrava di ricordare il mio volto.
Qualche anno dopo ci incontriamo di nuovo. Lui frequenta la palestra di proprietà del mio fidanzato di allora. Scopriamo di abitare nella stessa strada, a pochi metri di distanza. Diveniamo molto amici. Parliamo. Ad un certo punto, in modo del tutto casuale, esce fuori l'episodio dell'università, l'avevamo entrambi rimosso. Ed è stato possibile recuperarlo perchè io, tra migliaia di studenti, ricordavo perfettamente nome e cognome della ragazza. Così, quando lui fa il suo nome, io ricollego volti e situazioni. Con il passare del tempo diventiamo sempre più vicini. Lui è il mio migliore amico. Poi, come spesso accade, ci innamoriamo. Da allora mi sembra di aver trovato l'altra parte di me, senza la quale mi sentivo incompleta.
Io non so se esiste un disegno, un destino, il cosiddetto fato. Posso solo dire che ogni tanto mi capita di avvertire una scossa, un piccolo brivido, presagio di qualcosa d'importante.
Quel giorno è accaduto la stessa cosa. E lui, con la sua maglia bianca e blu, il suo sorriso dolce, premuroso accanto alla biondina del terzo banco, mi è nella mente con la stessa vividezza di colori di un incontro appena vissuto.
La mia collega di lavoro, con la quale condivido la triste sorte lavorativa dell'ultimo periodo, è anche la mia migliore amica. Praticamente una sorella.
Suo marito è la persona più buona che, per quanto ne so io, possa esistere sulla terra. E' un ragazzo speciale, davvero. Intelligente, gentile, con un cuore enorme.
Si dà il caso che l'altro giorno collegamica abbia compiuto trent'anni. Si dà il caso che il marito, considerato il periodo stressante in corso, abbia pensato di farle un regalo speciale: un pomeriggio presso un centro di benessere. Poichè lui sa bene che la moglie si sarebbe annoiata da sola, ha pensato bene di estendere il regalo anche a me. Che botta di c**o!
Quando l'ho saputo non riuscivo a crederci. Proceduto ad un rapido disboscamento, ho preparato asciugamano e costume e sono partita alla volta di questo paradiso del benessere. Naturalmente prima ci siamo dovute scervellare per creare una scusa credibile che ci giustificasse al lavoro. Ma questa è un'altra storia.
Quando siamo arrivate, scopriamo che il marito di collegamica aveva previsto anche un massaggio extra per entrambe. Un sogno.
Ci tuffiamo nella piscina riscaldata con idromassaggio. Passiamo dal bagno turco alla doccia di ghiaccio, per poi scioglierci nella sauna e rigenerarci con una doccia tropicale.
Quando è il momento del massaggio, mi spalmo sul lettino, quasi incapace di intendere e di volere. Mi rendo conto di quanto è stato pesante questo periodo quando la massaggiatrice, poggiandomi le mani sulla schiena, salta in aria ed esclama: "Mamma mia bella, ma come sei ridotta! Sei un ammasso di contratture! Non puoi continuare così". Credo di averle provocato una lussazione ai polsi...
Siamo rimaste in questo paradiso per circa quattro ore. Hanno pure tentato di rimorchiarci. Più volte. Più ragazzi. Nonostante la cellulite.
Ancora dubito sia successo veramente!!!