Spesso si dice "Parenti serpenti".
Io non posso certamente dire che i miei parenti rientrino in tale categoria (soprattutto quelli materni). Faccio parte, infatti, di un nucleo di circa 25 persone estremamente unito e solidale, nel bene e nel male.
Sarà anche che mio nonno e suo fratello hanno sposato rispettivamente mia nonna e sua sorella. E che quest'ultime hanno anche due sorelle gemelle, le mie adoratissime zie gemelle, che non si sono mai sposate e che vivono per nipoti e pronipoti.
Tuttò ciò implica che i pranzi domenicali (e non scappa una domenica) prevedono una media di almeno 15 persone e che se qualcuno fa il compleanno occorre trovare grandi spazi perchè altrimeni tutti in una stanza dalle dimensioni normali non entriamo.
Tutti sanno tutto degli altri (nel bene e nel male) e se succede qualcosa o qualcuno sta male accorre l'intera tribù.
Per interderci meglio riporto un episodio recentemente accadutomi.
Il mio ragazzo mi ha regalato un bellissimo mazzo di fiori in occasione del nostro primo anniversario. Mia madre, una romanticona senza fine, appena li ha visti ha cominciato a fare lo sguardo (espressione sorniona e maliziosa, prettamente rivolta alla figlia femmina, che vorrebbe esprimere noncuranza ma che in realtà lascia trasparire slanci fantasiosi che hanno per oggetto vestiti bianchi e fiori d'arancio). L'indomani pomeriggio suonano a casa mia. Entrano la sorella di mia nonna e la figlia.
Motivo della visita?
Vedere il mazzo di fiori, di cui erano venute a conoscenza perchè mia mamma aveva prontamente informato mia nonna che, a sua volta, si era premurata di informare tutti gli altri.
Morale della favola.
Negli ultimi giorni ho ricevuto la visita di tutti i miei parenti, opportunamenti giunti per rendere omaggio al mazzo.
Qua è necessario un piano tempestivo ed efficace.
La notizia è ufficiale
La cellulite sta strabordando. Mi sono guardata con un poco più di attenzione allo specchio e mi sarei voluta uccidere immediatamente con il gas. Ma come è potuto succedere? I buchi sono ovunque (della cellulite intendo).
Adesso dovrò iscrivermi in palestra. Ho rimandato con la scusa che ogni tanto fingevo di andare a correre, ma adesso non posso più spostare il problema. Ci devo andare. E pensare che per anni ho avuto un fidanzato con la palestra (un gran coglione, ma questa è un'altra storia) e sono passata alla storia come quella che pur avendo a disposizione le più svariate tipologie di attrezzi e attività non si allenava quasi mai e quelle rare volte che lo faceva dovevano rianimarla perchè dopo 40 secondi di corsa sul tappeto accusava malori simil-infarto.
Ma adesso non ci sono più scuse.
Anche a costo di girare con il defibrillatore dietro (libera George, libera), oggi mi iscriverò in palestra.
Poi scatterà la fase II del piano A. Acquisto massiccio e compulsivo di creme drenanti, fanghi del mar morto e mitica somatoline.
In parallelo si attiverà la fase III del piano A: bere acqua continuamente, cosa utile visto che io bevo pochissimo.
Il piano B prevede come evadere dal piano A.
Lui è bellissimo, intelligentissimo, dolce, atletico, presente, sempre attento e protettivo. Il più classico e desiderato principe azzutto. Ed è tutto mio.
Un anno fa mi risvegliavo con il cuore che batteva all'impazzata per il ricordo della serata precedente. Lui, il mio migliore amico, era diventato il mio amore. Dopo una anno non posso che provare la sensazione di appagante felicità, propria di chi ha trovato l'altra metà.
Uffa.
Per andare a quel ca**o di corso d'inglese oggi ho camminato per 20 minuti tra pioggia e vento di bufera.
Risultato?
M'è venuta la febbre. E la cosa peggiore è che il mio senso del dovere mi dice di andare lo stesso domani al corso. Solo che non ho fatto i compiti!!!
Santa pace, mi sembra di essere tornata al liceo.
Ok. Calma
Occorre assaporare la sensazione, ma non troppo. Altrimenti si perde il piacere.
Alla fine ho un blog tutto mio. La domanda a questo punto è: Riuscirò a starci dietro?
Penso anche che forse sarebbe il caso di dire qualcosina di me, considerato che ho la spiccata consapevolezza di rivolgermi ad un pubblico (forse, nelle intenzioni) di lettori.
Riflettendoci, però, mi rendo conto che risulterebbe un'operazione inutile. Per me, che già mi conosco (almeno che non dovessi decidere di imbarcarmi in uno di quei percorsi autobiografici pseudo-psico-analitici), e per tutti quanti dovessere capitare qui, perchè tanto non se ne farebbero niente di sentire le solite cose del tipo "Io sono una tipa semplice, ma complicata..."
Alla fine, questo è solo il rilfesso del più atavico, egoistico bisogno di contatto con l'esterno, rassicurante per il fatto stesso di poter essere interrotto nel momento stesso in cui dovesse risultare difficile. Non che io abbia paura del confronto, è solo che a volte, quando una situazione diventa per me dolorosa o ingestibile, applica dei meccanismi di rimozione coatta e cerco di cancellare con decisione le cose che non mi piaccioni.
Mi rendo conto che, senza volerlo, ho detto su me stessa più di quanto immaginassi...
P.S. Io non ci capisco niente di come funziona un blog... Cosa sono i Tags??????