Ho letto di un reality in Olanda molto particolare. Una malata terminale di cancro avrà alcuni giorni di tempo per decidere a quale tra i tre concorrenti al gioco donerà un suo rene. La protagonista verrà seguita dalle telecamere per tutto la durata del reality.
Io sono disgustata. Ed è una sensazione che non si lega solo allo squallore ed alla tristezza della situazione. Mi turba il tipo di messaggio che velatamente viene fuori e che nulla ha a che vedere con l'estrema generosità che accompagna la scelta di donare i propri organi.
Mi sembra si scada verso la mercificazione di ogni aspetto della nostra umanità. Si legittimano dimensioni ludiche che, pur nel rispetto della nostra natura di Homo ludens, vanno ben oltre il divertimento ed offendono la dignità umana.
Vorrei proprio sapere quale ordine di considerazioni seguirà la protagonista ai fini della scelta finale. Incredibile!!!
Ieri sera si è conclusa la fiction su Maria Montessori.
Ho sperato con tutto il cuore che emergesse il profilo scientifico della studiosa, il suo contributo allo studio del bambino, alla formazione dei maestri, allo sviluppo della pedagogia come scienza.
Inutile dire che non è stato così.
Dopo litri e litri di acqua bevuta, corsettina serale (più o meno) regolare, chilate di Somatoline, l'altra mattina ho deciso di mettere una bella minigonna svolazzante e di mostrare le gambe nude.
Passeggiavo tutta tronfia sul lungomare quando mi accorgo che il mio ragazzo mi guarda le gambe con particolare attenzione. Sorrido gongolante, pensando a quali lusinghieri pensieri stessero attraversando la mente del mio Principe Azzurro. Ad un certo punto lui si abbassa, si avvicina alla mia coscia sinistra, la tocca in un punto e dice "Emh, qui c'è un buco".




Si vedevano i buchi della cellulite
Sarei voluta morire all'istante. Lui, sfacciato e divertito, mi dice: "Non ti preoccupare, tanto anche io ho la pancia".
Bella frase di consolazione, soprattutto se a pronunciarla è la versione in carne ed ossa di Ken.
Io una cognata non l'avevo avuta mai. E mai avrei immaginato l'ordine di considerazioni e valutazioni che mi tocca fare ogni volta che vado a casa del mio ragazzo e interagisco con i suoceri.
Mia cognata, fidanzata del fratello maggiore del mio ragazzo, frequenta casa loro da circa 5 anni. Non ha un carattere facile, si offende facilmente e tende a dire tutto quello che le passa per la testa, a costo di risultare a tratti scortese. Per il resto, è una bravissima persona.
Il punto è che la mia presenza, per quanto lei tenti di dissimulare, la destabilizza parecchio e sente minacciato il rapporto di esclusività sinora avuto con i suoceri.
Suocera fa il possibile per essere equa e non fare disparità, talvolta rasentando il paradosso (nel fare le porzioni di pasta manco poco che si metta ad usare squadretta e righello per farle uguali).
Hanno deciso di non conoscere i miei perchè per Cognata hanno aspettato quattro anni e lei potrebbe offendersi qualora gli stessi tempi non fossero rispettati con me.
Piccolo particolare: io, a quasi 28 anni, ho in progetto di costruire una famiglia il prima possibile. Nel caso in cui decidessimo di sposarci cosa devo dire ai miei genitori, scusate ma se prima non trascorrono quattro anni non potrete incontrare i vostri consuoceri'
O peggio.
Forse dovrò attendere altri cinque anni per fare progetti matrimoniali.
Gli stessi della Cognata.
Questa settimana è stata veramente pesante. Quasi tutti i giorni fuori città, ritagliando ogni spazio utile per recuperare tutto il lavoro che occorre fare. Fortunatamente oggi si riposa! Ho un pensiero che mi turba, però. E forse è il caso che lo metta a fuoco scrivendolo.
Io ed i miei suoceri
Non riesco veramente a capire quale sia il modo giusto per interagire con loro. Sono entrata in questa famiglia sotto i peggiori auspici, godendo di una credibilità, mio malgrado, pari a zero. Tento ogni giorno di dimostrare chi sono. Lui dice che i suoi genitori hanno grande stima di me. Ma io percepisco sempre un sottile velo di diffidenza, soprattutto se confronto il rapporto che loro hanno con mia cognata.
Per natura sono molto riservata e discreta e questo può apparire agli occhi altrui come presupponenza o distacco. Visto il pessimo modo in cui mi hanno conosciuto i suoceri, la discrezione e la riservatezza sono aumentate a dismisura, rendendomi ingessata nei rapporti.
Nel contesto del mio precedente rapporto, durato nove anni, avevo un rapporto estremamente affettuoso con gli ex suoceri. Mi hanni sempre dimostrato un enorme affetto. Sono stata trattata come una principessa, coccolata ed accontentata ad ogni possibile (e rarissima) richiesta. Quando io e il figlio ci siamo lasciati questi dolci signori hanno vissuto un vero e proprio lutto; si sono persino rifiutati di parlarmi e vedermi al momento della rottura.
Adesso mi ritrovo in questa famiglia a rinegoziare tutte le regole di un rapporto.
Speriamo bene!
Io tanto lo sapevo già.
Ci provo ogni volta ad essere costante. Ma alla fine non riesco mai a dare ordine ai miei pensieri. Così sono passati quasi due mesi dal mio ultimo post.