L'altro giorno una scuola mi convoca.
"Dott.ssa dovrebbe fare attività di orientamento e accoglienza ai ragazzini di primo anno" dice il preside
"Benissimo" dico io, che già pregustavo di dare avvio ad una delle mie strategie educative ad alto contenuto di socializzazione: il gavettone selvaggio.
Perchè si sa, niente fa diventare più amici e solidali quanto uno scontro di gavettoni.
Dopo una notte di riflessione, però, mi sveglio con intenti più moderati e decido di optare per attività meno "forti".
Metto i jeans, una magliettina, le mie ballerina preferite e trattengo i capelli con un cerchietto, rigorosamente decorato con le stelline luccicose. Bisogna essere comodi se devi rotolare per terra con i ragazzi per fare un gioco di ruolo di quelli seri!!!
Il primo sospetto che l'abbigliamento prescelto fosse poco consono al ruolo ricoperto mi coglie quando, entrata nella scuola, il bidello mi blocca al grido: "Auh! Signurina! Unni stai iennu? A campana sunau 10 minuti fa. Dal preside, subito!"
"Emh, veramente sarei la Dott.ssa Lalla. Quella delle attività d'orientamento" dico io, eliminando con mossa fulminea il cerchietto dai capelli.
"Matruzza dottoressa! Ma scusari assai assai. Vistuta accussì mi pareva na picciridda!!!"
Superato il reciproco imbarazzo mi reco in classe. Entro e una ragazzina con il mio stesso cerchietto mi fa "C'è un posto qui vicino a me. Se vuoi possiamo essere compagne di banco. Ci scambieremo i lucidalabbra, guarderemo assieme le puntate di O.C, ci confideremo i nostri segreti più intimi e saremo amiche per tutta la vita. Me lo sento".
"Emh, veramente io...le puntate di O.C. le possiamo pure guardare assieme...ma...io sono la vostra orientatrice!"
A questo punto, puntata dagli occhietti sbigottiti dei ragazzi, decido di usare una delle mie azioni a sorpresa, in modo da stordirli prontamente.
"Bene. Levatevi le scarpe e le calze. Disegnate il profilo del vostro piede. All'interno di quello venuto meglio scrivete i vostri pregi. Nell'altro i vostri difetti. No, no. Non mi interessa se ci sarà puzza e i vostri piedi non sono propriamente puliti. Così imparate ad ascoltare la mamma quando vi dice che bisogna essere sempre puliti e in ordine perchè non si sa mai...".
A questo punto entriamo nel vivo del percorso. Diamo vita a intensi momenti educativi di scambio e dialogo. Apriamo i nostri cuori agli altri. Ci teniamo per mano e cantiamo l'inno della classe, prontamente inventato per l'occasione. Il tutto, ovviamente, in una zona dell'edificio lontanta dalle altre classi, per non disturbare gli altri. Vicina solo la sala insegnanti.
Nel corso di uno dei miei giochi fantastici mi ritrovo con altri tre studenti fuori dalla porta dell'aula, in attesa che gli altri dentro approntassero vocianti (ma non fastidiosi, altrimenti non mi sarei permessa) la simulazione richiesta.
Ad un certo punto si spalanca la porta della sala docenti. Esce una professoressa abitoegiaccamunita, capelli in piega perfetta e volume di gioielli indossati pari a quelli di S. Agata e al nostro indirizzo grida "Caruuuuuuuuuuuuusi! C'ha vuliti sbuddiri cu stu macellu*!!! Non c'è la vostra insegnante?!"
(*Ragazzi! La volete finire con questa confusione!!!)
I ragazzi cominiano a ridacchiare complici, facendomi venire le lacrime agli occhi per lo sforzo di trattenermi dallo sbuffare a ridere in faccia alla tizia.
Le operazione successive sono state: ritornare in classe, ridercela alla faccia dell'abitoegiaccamunita, annotare furtiva sull'agenda che, ai fini dell'interazione costruttiva con gli altri docenti, sarebbe meglio evitare le ballerine con i fiocchetti. Forse.
Grazie alla promessa di una lauta ricompensa pubblicizzata sulle locandine, i "ladri" hanno restituito la cagnolina ai miei cuginetti.
Lascio immaginare la gioia di questi bambini.
La storia ha un risvolto un poco amaro, però. Il furto è stato commesso da alcuni bambini senza padre, bisognosi, che sgraffignano quello che capita per arrotondare le entrate della madre. Alla cagnolina alla fine si erano affezionati e non volevano più restituirla per ottenere la ricompensa. La mamma dei bambini, però, ha deciso di telefonare ad uno dei numeri indicati sulla locandina per sapere a chi il cane appartenesse. Quando ha sentito le vocine accorate dei miei cuginetti ha deciso di restituire la cagnolina, senza pretendere nulla in cambio.
Quando i miei zii hanno appreso la loro storia (il paese è piccolo e la gente mormora) hanno comunque chiesto di alla signora di ritornare per darle una piccola somma di denaro, alla fine accettato con un certo imbarazzo.
E quando la cagnolina l'ha rivista le è andata incontro scodinzolando come una matta e leccandole le mani con affetto.
Ieri è successa una cosa bruttissima ai miei cuginetti.
Hanno lasciato in macchina la loro cagnolina per pochi minuti, giusto il tempo di andare con la loro mamma in casa a prendere delle cose.
Al ritorno hanno trovato il finestrino in frantumi. La cagnolina è stata rubata.
Ora sono a pezzi. Hanno tappezzato la città di volantini e l'hanno cercata ovunque. Ovviamente tutto è stato inutile.
Certo che in giro c'è proprio tanta gente di merda.
Esistono moltissime risate diverse.
C'è la risata fragorosa e quella sibilante. Quella fastidiosa e quella contagiosa.
Ci sono risate a singhiozzo ed altre asmatiche.
C'è chi mentre ride si mette a grugnire e chi fa il fischio della caffettiera.
Tra tutte, quella che preferisco è la risata del principe azzurro. Comincia con toni profondi e mascolini, ma poi, stranamente, inizia a cambiare e addolcirsi. E più ride e più sembra di sentire un bambino, con tonalità trillanti e cristalline.
Io a quel punto lo guardo rapita, perchè quando ride è come se venisse fuori quella parte dolce, fanciullesca, buonissima che le difficoltà e le amarezza della vita hanno celato con uno scudo che sembra impenetrabile.