Sabato sera sono uscita con il principe, con un suo carissimo amico e la sua nuova ragazza.
La nuova ragazza. Ecco. Parliamone.
Una tipa piuttosto belloccia, capello phonato di fresco, look curato. Nell'insieme, però, nulla di particolarmente aggressivo. Anzi. M'è sembrata una ragazza piuttosto tranquilla. Così, rimaste entrambe in macchina mentre i nostri ragazzi andavano a recuperare un altro gruppo di amici, ci siamo addentrate nel periglioso terreno delle "questioni femminili".
Per la serie "quanto fa male il ciclo" . "Non mi dire nulla, a me molto di più!". Ad un certo punto, in uno slancio di folle confidenza le dico "Per non parlare della cellulite!!!"
A questo punto il bel viso della tipa si scompone in una smorfia di profondo disgusto. Gli occhi le escono di fuori, le labbra si piegano in un ghigno scomposto. Poi esplode "Oh mio dio!!!! Hai la cellulite???!!!"
Io a quel punto mi sono sentita l'essere più schifoso, brutto, disgustoso del mondo. Stavo per mettermi a piangere per la pena che mi facevo da sola, guardandomi da fuori, curva dentro il mio piumino nel tentativo di mimetizzarmi con lo schienale della macchiana e scomparire per sempre, indegna donna con la cellulite. Ho avuto solo la forza di dire "Emh, veramente io... è dall'anno scorso...si vede solo dietro..."
La stronzetta a quel punto ha cominciato a sproloquiare entrando in un delirio autocelebrativo, millantando la perfezione delle sue gambe, la levigatezza della sua pelle, la snellezza delle linee. Ad un certo punto è entrata nella fase mistica, narrando di miracoli "Da un giorno all'altro mi sono svegliata- dice con uno sguardo perso nel vuoto- e mi sono ritrovata, a 14 anni, alta come ora! Ero sempre stata la più piccola tra le mie compagne e invece, improvvisamente ero la più alta! Per non parlare del fatto che dimagrivo ogni giorno di più, fino a quando ho raggiunto un peso perfetto!".
Mentre valutavo se impiccarmi con la cintura di sicurezza o se sgozzarmi con l'alzacristalli elettrico, la stronzetta, paga della mia distruzione psicologica, deve aver pensato di poter abbassare la guardia e dice "Certo, l'unico difetto è che non ho molto seno!"
Ho sentito il canto degli angeli nella testa. Giuro. Un suono celestiale. Con un sorriso deliziato le rispondo prontamente "Davvero? Pensare che io, da un giorno all'altro, a 11 anni mi sono trovata con una quarta di reggiseno!".
Non ha parlato più per tutta la sera ed io, manco a dirlo, mi sono sentita la donna più bella del mondo. Io e la mia cellulite.
"Questa è per te". Disse un giorno Uomo di latta a Sogniesperanze. "E' una rosa immortale. E' stata immersa nella cera affinchè non sfiorisca mai. Accettala, sarà il simbolo del nostro amore infinito".
"La accetto". Disse Sogniesperanze a Uomo di latta guardando pensierosa la rosa dal brillante e innaturale colore blu. Come può una rosa sopravvivere alla sua prigione di cera ed essere promessa di eterno amore? Si chiedeva la fanciulla.
Gli anni passarono. Lo stelo della rosa appassì. Il bocciolo cadde, ancora prigioniero della sua veste brillante. Sogniesperanze lo ripose con cura sulla scrivania. In fondo, la rosa era ancora intatta, simbolo di amore infinito.
Un giorno, però, Uomo di latta spezzò il cuore di Sogniesperanze. "Non ti amo più - le disse senza guardarla negli occhi - il nostro amore è finito".
Accecata dalla disperazione, la giovane donna cercò risposte dalla sua rosa blu. "Come puoi, triste pegno d'amore, essere ancora perfetta nel tuo abito di cera? - le chiese - L'amore che rappresenti non esiste più, eppure tu ancora mi ferisci con il ricordo di una promessa lontana".
La prese in mano, delicatamente, come se stesse sostenendo il suo cuore lacerato.
E la rosa blu, non appena adagiata sul palmo, cominciò a dissolversi. Crepe impietose offesero la sua veste brillante, mostrando l'ombra nera di poveri petali appassiti. Sogniesperanze guardò senza dire nulla il fiore divenire un piccolo mucchio di polvere.
In fondo, era giusto così.
Non può una prigione di cera preservare la viva delicatezza di una rosa.
gnocchi anche per me, come suggerisce quella buongustaia della Francy...