L'altro giorno mio fratello era sul treno. Sul sedile di fronte a lui un signore improvvisamente ha un sussulto, cade in avanti e si ferisce alla testa. Dalla ferita esce un piccolo rivoletto di sangue. Mio fratello segue la scena, vede il sangue e si sente male anche lui. Sta quasi per svenire, poi si riprende e prosegue turbato il viaggio fino a Catania.
Nei giorni successivi mio fratello prende più volte il treno, lo stesso identico dell'altra volta. Si siede con un pizzico di angoscia, si accorge che i finestrini sono piccoli e non si possono aprire, c'è caldo, è solo. Insomma, si sente di nuovo male. Tutte le volte. Poi va al cinema. La sala è piena, fa caldo, non si vedono vie d'uscita. Sta male ancora.
L'ultima volta che sale sul treno non riesce a restare; mi telefona con voce tremante e mi chiede se può raggiungermi nell'ufficio dove lavoro, in modo da tornare con me.
Quando arriva è bianco come un cencio. Mi dice che si è sentito come morire, il cuore gli batteva all'impazzata e non riusciva a respirare. Dopo avergli dato un bicchiere di acqua gli dico "Benvenuto nel gruppo!". Si, perche anche mio fratello, come me, è entrato nel gruppo di chi soffre di disturbi di ansia-panico.
Io non dimenticherò mai il mio primo attacco. Venivo fuori da un periodo di profonda tensione emotiva. Ero in giro al mercato con mia madre e improvvisamente mi sono sentita morire. Non ho altre parole per spiegare quello che ho provato. Mi sono proprio sentita morire.
Non sto qui a raccontare della paura, delle corse al prontosoccorso, della disperazione. Posso solo dire che ad un certo punto per me era un problema anche alzarmi dal letto e pensavo che la mia vita fosse finita.
Poi ho cominciato a farmi coraggio. In quel periodo studiavo Psichiatria. Quando sono arrivata alla parte relativa agli attacchi d'ansia e di panico e mi sono riconosciuta nei sintomi, dando così un nome a quel male terribile che mi schiacciava, ho provato una sensazione indescrivibile. Per me è stato quello il momento di svolta. Capire che non ero matta e che non sarei morta. Da allora ho affrontato a piccole dosi i miei problemi e posso dire di essere uscita fuori dal cupo tunnel.
Ora mi si stringe il cuore a vedere mio fratello patire. Ma lui ha me. Io non penserò mai che è pazzo o ipocondriaco. Gli starò vicina. E lo ascolterò quando avrà bisogno di parlare di quello che prova.
Perchè se c'è una cosa che più di tutte m'ha fatto soffrire, è stata quella di sentirmi sola in questa vicenda.
Perciò, questo vuole essere un piccolo messaggio di solidarietà per tutti quelli che, come me e mio fratello, fanno parte del "gruppo".
E se qualcuno avrà bisogno di parlarne, io sono qui.
In questo periodo non faccio altro che riflettere. Sempre accompagnata da una punta di malessere. Sarà che i giorni mi sembrano tutti uguali. Sarà che si lavora anche il sabato e la domenica. Sarà che sono DUE anni che non ho diritto ad un giorno di ferie.
Mi sembra di star sprecando la mia vita. Ho corso come una matta finora. A 28 anni mi ritrovo con una laurea, master, specializzazione, dottorato e chi più ne ha più ne metta. Ma io, di importante, cosa ho fatto veramente?
Che senso ha avuto investire così tanto sulla mia formazione, quando ancora mi ritrovo a passare la domenica davanti ad un pc a disperarmi perchè non so cosa ne sarà del mio domani?
Perchè ho corso tanto se poi mi ritrovo a non avere un minimo di stabilità per progettare qualcosa di veramente significativo?
Per me non ci saranno più estati felici e spensierate, vacanze vere e dedicate al fancazzismo.
Ci sono e ci saranno esclusivamente impegni, preoccupazioni, provvisorietà. E attimo di riposo rubati e vissuti con il senso di colpa per tutto quello che avrei potuto fare e non ho fatto. E certo, anche la prospettiva di fare grandi cose. Ma il prezzo da pagare è questo, non essere padrona della mia vita. Perchè io, diciamolo, non sono figlia e amante di nessuno e se devo ottenere qualcosa lo devo fare con le mie forze. Ma veramente il gioco vale la candela?
Io in questo momento davvero non lo so più.
Ho un freddo terribile, incontrollabile, assolutamente ingestibile.
Per il 90% della giornata lotto contro me stessa per trattenere le lacrime che minacciano di fuoriuscire ad ogni più futile occasione.
Nel corso del restante 10% del mio tempo vengo colta da un sentimento di gioia folle che mi spinge a ridacchiare sorniona mentre dondolo su me stessa.
Sembro dissociata.
Maledetta sindrome pre-mestruale
Oggi il principe mi telefona e mi dice "Ascolta I’ll Be Waiting, di Lenny Kravitz. E' da parte mia. Per te".
L'ho ascoltata. Ho letto il testo. Ed ora devo dire che mi sento proprio meglio.
He broke your heart
He took your soul
You’re hurt inside
‘Cause there’s a hole
You need some time
to be alone
then you will find
what you’ve always known
I’m the one who really love ya, baby
I’ve been knockin’ at your door
and as long as I’m livin’
I’ll be waitin’
as long as I’m breathin’
I’ll be there
whenever you call me
I’ll be waitin’
whenever you need me
I’ll be there
I’ve seen ya cry
into the night
I feel your pain
can I make it right?
I realize
there’s no end in sight
yet still I wait
for you to see the light
I’m the one who really loves ya, baby
I can’t take it anymore
and as long as I’m livin’
I’ll be waitin’
as long as I’m breathin’
I’ll be there
whenever you call me
I’ll be waitin’
whenever you need me
I’ll be there
You are the only one I’ve ever known
that makes me feel this way, couldn’t on my own
I wanna be with you until we’re old
you’ve got the love you need right in front of you, please come home
as long as I’m livin’
I’ll be waitin’
as long as I’m breathin’
I’ll be there
whenever you call me
I’ll be waitin’
whenever you need me
I’ll be there
as long as I’m livin’
I’ll be waitin’
as long as I’m breathin’
I’ll be there
whenever you call me
I’ll be waitin’
whenever you need me
I’ll be there
Ci sono giorni in cui ci si sente carichi, pieni di vita, con la voglia di fare, di mettersi in gioco, di scommettere su se stessi.
Oggi per me non è sicuramente uno di quelli. Oggi mi sembra proprio che non ce la farò mai.
Non si può certo dire che la mia canitta non abbia un caratterino tutto particolare. Per intenderci:
Ci sono tante altre cose che rendono la mia canitta unica al mondo. Ovviamente, mi rendo conto di esprimere un giudizio non oggettivo.
Ma come si dice in questi casi, "ogni scarrafone è bello a mamma soja"!!!
Questo avvio d'anno si sta rivelando davvero sfiancante. Ore ed ore di lavoro ininterrotte, accompagnate da quella sottile ansia e tensione che nasce quando la posta in gioco è alta. E poi, fattore non di secondo piano, sono stata costretta a svegliarmi molto presto al mattino. So che può sembrare una fesseria, ma io sto malissimo quando mi alzo troppo presto. Mi gira la testa, mi sento svenire, provo il desiderio continuo di tornare sotto le coperte a dormire.
Ieri sera, quando ho poggiato la testa sul cuscino, non mi sono addormentata. Sono svenuta.
E oggi è solo il nove gennaio.
Spero che le cose cambino un pochino, altrimenti non arrivero a fine mese!!!
Mi rendo conto che sulla base di quanto scritto su questo blog sembrerò a chi mi legge una Lalla-palla di lardo, con le cosce a materasso e il viso tondo tondo. Ecco. Non lo sono. Non del tutto almeno...
Però a me Lalla-palla sta simpatica e non mi dispiace se mi si immagina così. Percio, alla luce di questa premessa, riporto la prima brutta figura dell'anno.
Io e il principe azzurro siamo in intimità. Lui, bello come il sole, si leva sensualmente la camicia. Il suo petto è tonico e i suoi addominali scolpiti (ma non troppo, che a me le tartarughe piacciono nella terra o nell'acqua, non sullo stomaco). Io tolgo maldestramente la maglia. Sfodero il reggiseno nuovo e gli addominali a forma del rotolo di tacchino con ripieno di prugne e pistacchio di Bronte che la suocera a pranzo mi ha gentilmente imposto di mangiare in abbondanza . Lui si leva agilmente i pantaloni. Il suo sedere è, come dire, pieno e le cosce toniche di chi macina giornalmente decine di chilometri correndo come un pazzo. Io mi tolgo la gonna (taglia 42, tanto per dire che non sono la sorella piccola della donna cannone) e metto in mostra il mio sedere provato da ore e ore di lavoro davanti al pc e le mie gambette appena depilate.
Dopo qualche tempo, il principe mi guarda dolcemente e, come in procinto di sussurrare le più sublimi parole d'amore, pronuncia la seguente frase: "Tesoro, certo che dobbiamo proprio drenarle queste cosce! E anche il pancino. E anche il sedere!".
Non ho avuto la forza di dire niente, a parte qualche sconnesso farfugliamento. Ho chiuso gli occhi ed ho lasciato che lui mi massaggiasse le cosce come se fossero impasto per il pane.
Nel frattempo ho stabilito le priorità assolute per il nuovo anno. Qualcuno riesce ad immaginare quale sia l'obiettivo numero uno?
Dimenticavo
FELICE 2008 A TUTTI