Questo non è un buon momento per me.
Ho fatto in modo del tutto casuale una scoperta che mi ha tolto il sonno e la serenità.
Sono schiacciata da sopraggiunti impegni lavorativi, assolutamente ingestibili, spropositati, impegnativi sul piano personale e professionale.
Ma la cosa che in assoluto mi fa stare peggio è che il mio cane sta morendo. E io non posso fare assolutamente nulla per cambiare le cose o farla soffrire di meno.
Ho il cuore a pezzi
Oggi ho esaminato una ventina di giovani matricole. E tutte le volte mi sono trovata nella spiacevole posizione di dover esprimere un giudizio sulla loro preparazione. In linea di massima, ciò che determina il voto finale è il livello di preparazione raggiunto. Eppure non di rado mi ritrovo a guardarli negli occhi e a pensare alla loro vita, alla loro famiglia a casa che aspetta di conoscere l'esito dell'esame. A volte mi colpiscono particolari come il santino nel libretto, le mani tremanti, il balbettamento, il rossore furioso che ricopre il volto. Allora mi appare ancora più significativo il dovere di dare una valutazione giusta, per loro e anche per me. Perchè ogni volta che la mia opinione sull'esame si trasforma in voto mi sembra sempre che si corra il rischio di sbagliare, in difetto o in eccesso, e mi spaventa la risonanza che può avere nella loro vita.
Per questo trovo scomodo valutare. Non mi piace. Ad alcuni colleghi, invece, piace moltissimo, dà loro come una sensazione di potere e gratificazione. A me onestamente sembra un atteggiamento idiota.
Certo, in alcune circostanze mi infurio anche io. A volte si presentano certe facce di bronzo, veri e propri avventurieri, che mi fanno venir voglia di chiamarli fuori dall'aula e fargli una lavata di capo epocale.
Penso, comunque, che valutare sia una responsabilità. Mi ricordo perfettamente quanto contava per me l'esito di un esame. Rappresentava il riconoscimento dell'impegno profuso. Per questo mi spiace quando mi accorgo dell'approssimazione con cui, qualche volta, si esprimono giudizi sugli studenti.
Forse si dovrebbero prevedere dei corsi per i docenti sulla valutazione. E non sto scherzando...
Chi mi conosce sa bene che sono una schifosa fifona. Se vedo un film particolarmente pauroso o qualcuno mi racconta qualcosa che mi impressiona, io dormo tutta la notte con la luce accesa e, se è il caso, pure con la televisione.
Il problema maggiore si presenta quando faccio un brutto sogno, mi sveglio e vorrei accendere la luce. Perchè a quel punto mi viene la fissa che se esco la mano da sotto le coperte qualche entità spaventosa me la toccherà. E allora il mio giovane cuore mi lascerà per sempre.
Il culmine, però, l'ho raggiunto l'altra notte.
Premetto che qualche giorno fa è arrivato a casa mia un pacco contenente dei libri antichi che ho acquistato on line, attualmente depositato nella mia stanza.
Stavo dormendo, quando uno strano rumore, come di rotolamento, mi ha svegliata. All'inizio mi sembrava fosse caduto qualcuno dei libri ammonticchiati sulla scrivania, ma il rumore era più simile a qualcosa che rotola o striscia.
Invece di provare a dare una spiegazione razionale al fatto, peraltro concluso, la mia mente ha partorito la seguente spiegazione: "Ecco, è il fantasma del proprietario dei libri che s'è arrabbiato perchè mi sono appropriata dei suoi libri e fa muovere lo scatolo. Adesso arriverà fino al mio lettino e mi farà delle cose orribili".
Totalmente gelata dal terrore, penso "Ora guardo verso lo scatolo. Se si trova in una posizione diversa da quella in cui l'avevo lasciato mi metterò a urlare talmente forte, ma talmente forte, che accorrerà tutto il vicinato. E allora, schifoso di un fantasma, sarai in minoranza e non potrai farmi nulla".
Presa di coraggio, timidamente sollevo la testa dal cuscino e apro un occhio verso lo scatolo.
Non aggiungo altro per non sputtanarmi ulteriormente.
A mia discolpa dico solo che il nano di Laura Palmer m'ha provocato un trauma non ancora risolto.
Forse sono un tantino esagerata io. Ma ditemi, una studentessa che mette nella sitografia della propria tesi di laurea il link al sito www. TESIONLINE.it merita di soppravvivere alla mia furia, sedendosi dunque tra qualche giorno di fronte alla commissione di laurea?