Non so davvero da dove iniziare...
Vorrei ringraziare tutti gli amici che sono passati da questo blog ed hanno lasciato frasi di solidarietà. Ogni parola scritta mi è arrivata come una carezza.
E' stato un brutto momento. Non ancora chiuso al momento.
Il mio capo mi ha messo nelle condizioni di dover fare in 20 giorni ciò che la gente normalmente fa, con calma e attenzione, in almeno due anni. Quello che mi ha fatto piombare nell'angoscia non è stato tanto dover passare 20 ore davanti al pc a lavorare, quanto vedere che nel frattempo la vita prosegue senza di me. Mi chiedo se è giusto vivere così, sprecare gli anni migliori dietro ad obiettivi ambiziosi, sfiorire sopra i libri. Non posso nemmeno prendermela con il capo. Le sue intenzioni sono buone, vanno tutte a mio vantaggio.
Solo che io passo sabati, domeniche, pasque, pasquette, natali e ferragosto dietro il tentativo di trovare una stabilità lavorativa. Quando la gente va in vacanza, io devo lavorare extra per recuperare il tempo perduto. Sempre. Questo è il prezzo da pagare. Il punto, però, è che a me della carriera non frega nulla.
Vorrei tanto mollare tutto. Prendere quattro vestiti, raccogliere i risparmi e partire per qualche meta lontana. Mi piacerebbe andare in qualche isola lontana. Troverei qualche piccolo lavoretto per sopravvivere. Magari verrebbe pure il Principe con me. Forse sarei più felice. Non so.
Non ho molto da raccontare in questo periodo. Più che altro, mi sembra di non avere parole per esprime quello che accade. Non che ci siano cose di rilievo. Anzi. Le giornate sembrano scorrere tutte uguali.
Oggi, però, durante una pausa, ho vissuto un momento di serenità. Sono uscita fuori dal Dipartimento e un sole caldissimo ha cominciato a scaldarmi le ossa e il cuore. Ho alzato gli occhi e mi sono accorta che il cielo era di un bellissimo colore blu. Intorno, sul prato verde che circonda la struttura, dei cani giocavano allegri. Mi sono appoggiata al muro e mi sono goduta il cielo, il sole, il verde quasi con avidità.
A volte basta così poco...