Voi dite che riuscirò a comporre in 15 giorni 100 pagine dal contenuto di alto profilo scientifico, originale e in sublime italiano?
No, perchè avrei la tesi giusto un poco a mare...
Oggi mi sono un attimo messa a letto, dopo pranzo. Ho chiuso gli occhi e l'ho vista. La mia canitta, con il suo visino smunto dell'ultimo periodo e gli occhi tristi.
Non so come spiegare. Non era un sogno e nemmeno una fantasia. L'ho proprio vista.
Sarà durato la frazione di un secondo.
Ho fatto un salto di tre metri dal letto.
Evidente il mio inconscio sta lavorando alacremente su sensi di colpa e rimorsi, anche se a me sembrava di aver preso in mano la situazione...
Voglio una vacanzaaaaaaaaaaaaaa!
Oggi ero sul balcone della cucina di casa mia e sento chiamare dal vicino, con una certa insistenza, il nome del mio cane.
M'è preso un colpo. Soprattutto quando ho sentito abbaiare in risposta.
Nulla di soprannaturale. Solo una coincidenza o, forse, un piccolo segno del destino.
Al vicino hanno chiesto di adottare una piccola cagnolina senza famiglia. E presso il centro nel quale era stata ospitata sino ad allora, guarda un pò, l'avevano chiamata proprio come la mia canitta.
Quando l'ho saputo m'è venuto il magone, però sono stata contenta.
Per una canitta che parte, una che arriva.
Sabato il principe s'è ribellato alla consueta scena di me davanti al pc, con una montagna di libri accanto e per giunta in lacrime per la cagnolina.
"Basta! Non si può fare più questa vita. Domani si va tutti in campagna a passare una giornata a contatto con la natura. Devi staccare un poco. Per forza!"
All'inizio non volevo andare. Presa dalla malinconia, mi andava solo di stare a guardare foto e video della canitta e di piangere per distrarmi da quel senso di vuoto che s'è improvvisamente creato attorno. Poi però, dietro insistenza del principe, ho deciso di andare.
Ed ho fatto proprio bene.
Mi sono trovata davanti a questo paesaggio

Il cielo era proprio blu e il sole caldissimo. Mi sono inerpicata sulle colline che circondavano la casa.

Ho camminato in mezzo ai campi di grano. Non c'era nessuno attorno. Solo il rumore del vento che muoveva le spighe. 
Ad un certo punto sono arrivata ad un casolare antichissimo, completamente abbandonato, costruito in cima ad una collina, probabile rifugio di qualche pastore. Mi sono seduta accanto al pozzo circondato da ficodindia, in totale solitudine. E lo spettacolo intorno, con le ampie distese di grano e papaveri rossi, m'è sembrato incredibile, perfetto equilibrio di luci, colori, odori. Tutto l'affanno dell'ultimo periodo, lo stress, il lavoro compulsivo mi sono sembrati ridicoli. Ho fatto pace con il mio cuore e con la mia mente.
Da domenica ho smesso di stare male e di piangere.
La cagnolina, non so perchè, la sento vicina vicina e non mi sembra più che manchi dolorosamente da casa.
In questo momento non riesco a scrivere altro.
Posto il video di quando lei e mia mamma comunicavano con il loro amoroso linguaggio