Sabato il principe s'è ribellato alla consueta scena di me davanti al pc, con una montagna di libri accanto e per giunta in lacrime per la cagnolina.
"Basta! Non si può fare più questa vita. Domani si va tutti in campagna a passare una giornata a contatto con la natura. Devi staccare un poco. Per forza!"
All'inizio non volevo andare. Presa dalla malinconia, mi andava solo di stare a guardare foto e video della canitta e di piangere per distrarmi da quel senso di vuoto che s'è improvvisamente creato attorno. Poi però, dietro insistenza del principe, ho deciso di andare.
Ed ho fatto proprio bene.
Mi sono trovata davanti a questo paesaggio

Il cielo era proprio blu e il sole caldissimo. Mi sono inerpicata sulle colline che circondavano la casa.

Ho camminato in mezzo ai campi di grano. Non c'era nessuno attorno. Solo il rumore del vento che muoveva le spighe. 
Ad un certo punto sono arrivata ad un casolare antichissimo, completamente abbandonato, costruito in cima ad una collina, probabile rifugio di qualche pastore. Mi sono seduta accanto al pozzo circondato da ficodindia, in totale solitudine. E lo spettacolo intorno, con le ampie distese di grano e papaveri rossi, m'è sembrato incredibile, perfetto equilibrio di luci, colori, odori. Tutto l'affanno dell'ultimo periodo, lo stress, il lavoro compulsivo mi sono sembrati ridicoli. Ho fatto pace con il mio cuore e con la mia mente.
Da domenica ho smesso di stare male e di piangere.
La cagnolina, non so perchè, la sento vicina vicina e non mi sembra più che manchi dolorosamente da casa.
