Di ogni persona divenuta importante nella mia vita ricordo perfettamente il primo incrocio di sguardi. E' come se una scarica mi attraversasse, provocando una reazione chimica che imprime nella memoria circostanze, odori, suoni, colori.
Mi è successa la stessa cosa quando ho incontrato per la prima volta il principe. Ero in un'aula universitaria a far fare un'esame scritto ad alcuni studenti. La professoressa non era presente, così decido di concedere qualche minuto extra ai ragazzi. Esattamente allo scadere dell'orario previsto per la prova, bussa alla porta un ragazzo e mi chiede educatamente il permesso di entrare. La sua ragazza sta facendo la prova, mi spiega, e lui è preoccupato perchè ancora non è uscita.
Ricordo di essere rimasta colpita dal garbo, dall'attenzione che mostrava per l'allora sua fidanzata e, naturalmente, per il bell'aspetto. Ho pensato "Certe fortune a me non capitano mai!", considerata anche la triste situazione sentimentale che vivevo allora.
L'ho fatto entrare, nonostante la prova per alcuni fosse ancora in atto.
Lui mi ha poi raccontato di ricordare perfettamente l'episodio. Dice di aver chiesto alla ragazza chi io fossi, anche perchè gli sembrava di ricordare il mio volto.
Qualche anno dopo ci incontriamo di nuovo. Lui frequenta la palestra di proprietà del mio fidanzato di allora. Scopriamo di abitare nella stessa strada, a pochi metri di distanza. Diveniamo molto amici. Parliamo. Ad un certo punto, in modo del tutto casuale, esce fuori l'episodio dell'università, l'avevamo entrambi rimosso. Ed è stato possibile recuperarlo perchè io, tra migliaia di studenti, ricordavo perfettamente nome e cognome della ragazza. Così, quando lui fa il suo nome, io ricollego volti e situazioni. Con il passare del tempo diventiamo sempre più vicini. Lui è il mio migliore amico. Poi, come spesso accade, ci innamoriamo. Da allora mi sembra di aver trovato l'altra parte di me, senza la quale mi sentivo incompleta.
Io non so se esiste un disegno, un destino, il cosiddetto fato. Posso solo dire che ogni tanto mi capita di avvertire una scossa, un piccolo brivido, presagio di qualcosa d'importante.
Quel giorno è accaduto la stessa cosa. E lui, con la sua maglia bianca e blu, il suo sorriso dolce, premuroso accanto alla biondina del terzo banco, mi è nella mente con la stessa vividezza di colori di un incontro appena vissuto.
Oggi il principe mi telefona e mi dice "Ascolta I’ll Be Waiting, di Lenny Kravitz. E' da parte mia. Per te".
L'ho ascoltata. Ho letto il testo. Ed ora devo dire che mi sento proprio meglio.
He broke your heart
He took your soul
You’re hurt inside
‘Cause there’s a hole
You need some time
to be alone
then you will find
what you’ve always known
I’m the one who really love ya, baby
I’ve been knockin’ at your door
and as long as I’m livin’
I’ll be waitin’
as long as I’m breathin’
I’ll be there
whenever you call me
I’ll be waitin’
whenever you need me
I’ll be there
I’ve seen ya cry
into the night
I feel your pain
can I make it right?
I realize
there’s no end in sight
yet still I wait
for you to see the light
I’m the one who really loves ya, baby
I can’t take it anymore
and as long as I’m livin’
I’ll be waitin’
as long as I’m breathin’
I’ll be there
whenever you call me
I’ll be waitin’
whenever you need me
I’ll be there
You are the only one I’ve ever known
that makes me feel this way, couldn’t on my own
I wanna be with you until we’re old
you’ve got the love you need right in front of you, please come home
as long as I’m livin’
I’ll be waitin’
as long as I’m breathin’
I’ll be there
whenever you call me
I’ll be waitin’
whenever you need me
I’ll be there
as long as I’m livin’
I’ll be waitin’
as long as I’m breathin’
I’ll be there
whenever you call me
I’ll be waitin’
whenever you need me
I’ll be there
Mi rendo conto che sulla base di quanto scritto su questo blog sembrerò a chi mi legge una Lalla-palla di lardo, con le cosce a materasso e il viso tondo tondo. Ecco. Non lo sono. Non del tutto almeno...
Però a me Lalla-palla sta simpatica e non mi dispiace se mi si immagina così. Percio, alla luce di questa premessa, riporto la prima brutta figura dell'anno.
Io e il principe azzurro siamo in intimità. Lui, bello come il sole, si leva sensualmente la camicia. Il suo petto è tonico e i suoi addominali scolpiti (ma non troppo, che a me le tartarughe piacciono nella terra o nell'acqua, non sullo stomaco). Io tolgo maldestramente la maglia. Sfodero il reggiseno nuovo e gli addominali a forma del rotolo di tacchino con ripieno di prugne e pistacchio di Bronte che la suocera a pranzo mi ha gentilmente imposto di mangiare in abbondanza . Lui si leva agilmente i pantaloni. Il suo sedere è, come dire, pieno e le cosce toniche di chi macina giornalmente decine di chilometri correndo come un pazzo. Io mi tolgo la gonna (taglia 42, tanto per dire che non sono la sorella piccola della donna cannone) e metto in mostra il mio sedere provato da ore e ore di lavoro davanti al pc e le mie gambette appena depilate.
Dopo qualche tempo, il principe mi guarda dolcemente e, come in procinto di sussurrare le più sublimi parole d'amore, pronuncia la seguente frase: "Tesoro, certo che dobbiamo proprio drenarle queste cosce! E anche il pancino. E anche il sedere!".
Non ho avuto la forza di dire niente, a parte qualche sconnesso farfugliamento. Ho chiuso gli occhi ed ho lasciato che lui mi massaggiasse le cosce come se fossero impasto per il pane.
Nel frattempo ho stabilito le priorità assolute per il nuovo anno. Qualcuno riesce ad immaginare quale sia l'obiettivo numero uno?
Dimenticavo
FELICE 2008 A TUTTI
"Questa è per te". Disse un giorno Uomo di latta a Sogniesperanze. "E' una rosa immortale. E' stata immersa nella cera affinchè non sfiorisca mai. Accettala, sarà il simbolo del nostro amore infinito".
"La accetto". Disse Sogniesperanze a Uomo di latta guardando pensierosa la rosa dal brillante e innaturale colore blu. Come può una rosa sopravvivere alla sua prigione di cera ed essere promessa di eterno amore? Si chiedeva la fanciulla.
Gli anni passarono. Lo stelo della rosa appassì. Il bocciolo cadde, ancora prigioniero della sua veste brillante. Sogniesperanze lo ripose con cura sulla scrivania. In fondo, la rosa era ancora intatta, simbolo di amore infinito.
Un giorno, però, Uomo di latta spezzò il cuore di Sogniesperanze. "Non ti amo più - le disse senza guardarla negli occhi - il nostro amore è finito".
Accecata dalla disperazione, la giovane donna cercò risposte dalla sua rosa blu. "Come puoi, triste pegno d'amore, essere ancora perfetta nel tuo abito di cera? - le chiese - L'amore che rappresenti non esiste più, eppure tu ancora mi ferisci con il ricordo di una promessa lontana".
La prese in mano, delicatamente, come se stesse sostenendo il suo cuore lacerato.
E la rosa blu, non appena adagiata sul palmo, cominciò a dissolversi. Crepe impietose offesero la sua veste brillante, mostrando l'ombra nera di poveri petali appassiti. Sogniesperanze guardò senza dire nulla il fiore divenire un piccolo mucchio di polvere.
In fondo, era giusto così.
Non può una prigione di cera preservare la viva delicatezza di una rosa.
Stamane, dopo una notte tormentata, mi sono svegliata con questo quesito. E il problema, comunque io provi a trattarlo, non mi sembra solo connesso alla questione dell'esistenza dell'amore ma anche a quello della sua durata. In altre parole, ammesso che il vero amore esista, questo dura per sempre? O forse, anche solo un attimo di quell'intensa, inspiegabile, profonda sensazione di dissolversi nell'altro, pur fugace e momentana, può essere consederato amore vero e sincero?
Fino a qualche tempo fa non avrei avuto dubbi nel fornire una risposta alla domanda. Forte di 9 anni di fidanzamento avrei detto che si, certamente, il vero amore esiste e dura per sempre.
Adesso, dopo aver faticosamente tolto tutti i frantumi del mio castello di illusioni miseramente crollato e aver iniziato una nuova storia, non sono più certa della mia risposta.
Intendiamoci. Io sono innamorata del mio principe e penso di essere ricambiata. Mi auspico che possa esserci un futuro per noi, mi piacerebbe sposarlo e costruire una famiglia.
Eppure...
ho paura. So che quello che sembra perfetto e infinito a volte si trasforma in incubo. Tutto può cambiare con una velocità spaventosa e non si può fare nulla per cambiare le cose. Così mi trovo a difendermi con una forma di cinismo che, del resto, ritrovo anche nel principe, vittima anche lui di tante delusioni.
Ora. Se dovessi basarmi solo sulla mia personale esperienza probabilmente direi che l'amore esiste, ma non è per sempre. Che l'amore è una sorta di accordo tacito tra due persone che, dopo un bilancio di rischi e vantaggi, decide che portare il peso della vita risulta più facile in coppia. Niente (o poco) romanticismo insomma.
Però poi mi guardo intorno e vedo coppie che durano una vita, storie di grandi amori che sembrano distanti dalla definizione del sentimento amoroso che io porto avanti.
Per questo motivo non ho ancora definitivamente abbandonato la domanda e continuo a chiedermi: Ma esiste il vero amore?
Sabato scorso si è sposata una coppia di nostri cari amici, i primi del nostro gruppo. Grande è stata la partecipazione emotiva riservata all'evento. Ovviamente questo ha rigaurdato anche l'addio al nubilato e, soprattutto, al celibato, previsti per la stessa sera.
Noi ragazze ci siamo organizzate per la "consatina" del letto. I maschi erano tutti intenti a bisbigliare e a ridacchiare sottovoce. A questo punto io ho cominciato ad avere qualche insinuante dubbio.
Il dubbio è divenuto lacerante nel momento in cui chiedo al Principe azzurro la loro meta per la serata e lui risponde con tono troppo vago. Umh, umh. Ripetevo tra me e me. Qui c'è qualcosa che non va.
Bene. I maschi partono per la loro serata. Lo stesso facciamo noi, dirette ad un semplicissimo ristorante messicano, che l'unica cosa di piccante che riserva è il chili dentro i tacos.
Il famoso dubbio che tormentava il mio cervellino affannato diventa certezza quando, dirette verso il locale, vediamo sul ciglio della strada un gruppetto di maschietti a noi molto noti davanti a.....indovinate un pò!
Un locale di streap tease!!!!
A quel punto si è scatenato l'inferno. La futura sposa ha prontamente telefonato al futuro sposo minacciandolo di farlo divenire mancato sposo. Le altre ragazze passavano da stati di furia omicida a momenti di catatonia profonda. L'unica a mantenere la calma sono stata io.
Mi sono a lungo dedicata a promuovere in loro le nozioni di "fiducia nell'altro", "fedeltà", "se fanno i bastardi ci perdono loro", ecc.
Dopo poco tempo il sereno è tornato e, grazie alla mia tempestiva opera di recupero della razionalità, la serata è proseguita tra risate e regalini divertenti. Si sono proprio divertite. Tutte. Tranne me, che, onestamente, a pensare al mio fidanzato tra tette e culi ho proprio passato una serata dimmerda.
Alla faccia della razionalità.
Esistono moltissime risate diverse.
C'è la risata fragorosa e quella sibilante. Quella fastidiosa e quella contagiosa.
Ci sono risate a singhiozzo ed altre asmatiche.
C'è chi mentre ride si mette a grugnire e chi fa il fischio della caffettiera.
Tra tutte, quella che preferisco è la risata del principe azzurro. Comincia con toni profondi e mascolini, ma poi, stranamente, inizia a cambiare e addolcirsi. E più ride e più sembra di sentire un bambino, con tonalità trillanti e cristalline.
Io a quel punto lo guardo rapita, perchè quando ride è come se venisse fuori quella parte dolce, fanciullesca, buonissima che le difficoltà e le amarezza della vita hanno celato con uno scudo che sembra impenetrabile.
Io sono una funambola.

Passo la vita sulla fune, sempre alla ricerca del perfetto equilibrio. Mi impegno ogni giorno di più ad ingentilire le mie movenze, per far si che sempre meno si noti lo sforzo profuso nel non cadere.
Cerco sempre di guardare avanti, sospesa tra cielo e terra, tra cuore e ragione, troppo attenta per cadere giù e troppo impegnata per guardare su.
La mia arte è nota ed apprezzata e tanta gente mi avvicina e mi ama perchè rassicurata dall'equilibrio.
Eppure una volta sono caduta dalla fune, violentemente scossa dagli eventi della vita, precipitando nel vuoto, in caduta libera.
Ma sono atterrata sul morbido, tra braccia create apposta per accogliermi. E quelle stesse braccia mi hanno aiutato a risalire sulla fune, sorreggendomi al minimo cenno di incertezza, accompagnandomi nelle mie evoluzioni e, soprattutto, incitandomi a guardare in alto.
Lui è bellissimo, intelligentissimo, dolce, atletico, presente, sempre attento e protettivo. Il più classico e desiderato principe azzutto. Ed è tutto mio.
Un anno fa mi risvegliavo con il cuore che batteva all'impazzata per il ricordo della serata precedente. Lui, il mio migliore amico, era diventato il mio amore. Dopo una anno non posso che provare la sensazione di appagante felicità, propria di chi ha trovato l'altra metà.