Nell'ultimo periodo sono stata sepolta a casa a lavorare. Sono stata persino dispensata dall'andare a fare ricevimento studenti pur di completare il compito che mi è stato assegnato. Passo intere settimane chiusa in casa senza mettere il naso fuori.
Domani mia mamma fa il compleanno. Non voglio resti senza regalo, così decido di uscire per acquistare al volo qualcosa.
Entro nel negozio, vedo una borsa che può piacerle, la pago. Tempo complessivo impiegato per l'intera operazione:2 minuti circa. Mentre tutta trafelata mi avvio verso l'uscita, alzo lo sguardo e chi vedo?
Il Grande Capo.Si. Lei. Proprio lei. Quella che non esce mai dal suo studio, ma che giusto oggi aveva un regalo da comprare. Mi vede e, affabile come sempre, mi sorride.
G.C.: "Che ci fai tu qui?"
L:"Emh, ecco. Veramente io... domani è il compleanno di mia mamma..."
G.C.: "Beh, allora certo. Capisco..."
L.: "Mi dispiaceva lasciala senza regalo..."
G.C.: "Si, certo certo. Ma senti, tu hai presente le tue scadenze, vero?!!!"
L.: 
Che fortuna!!!
Mannaggia la miseria!
Al grande capo hanno sospeso la patente per un mese. E questo vuol dire che mi tocca accompagnarla ovunque.
E quando dico ovunque, vuol dire proprio ovunque...
Mi si perdonino i toni di poco garbo, ma sento l'impellente e improrogabile bisogno di comunicare a tutti che
ho lo scazzo alla risposta!!!!
Non ho proprio voglia di lavorare. Dovrei essere produttiva, scrivere e scrivere e ancora scrivere parole scientificamente rilevanti e incisive, producendo originali pagine di speculazione teoretica.
Invece mi ritrovo a fissare lo schermo del pc. La testa vuota e i sensi di colpa che festeggiano allegri e numerosi.
A questo si aggiunga il fiato del grande capo alitato sul mio collo che produce interessanti brividi di inquietudine lungo la mia schiena.
Io ci provo a mettere per iscritto quello che la mia mente continuamente partorisce, ma a quanto pare il mio cervello e le mie mani non trovano occasioni di incontro e i pensieri stentano a tradursi in parole.
L'auspicio è sempre lo stesso, da mesi a questa parte: essere colta da improvvisa e fulminante illuminazione, a carattere di chiarificazione dei più intricati nodi concettuali, che mi porti a completare la prima parte di questo difficile parto.
Anche se poi mi tornano alla mente le parole del grande capo: "Non si scrive mai di getto!!!! Ogni parola deve essere ponderata e a lungo soppesata, valutando le possibili implicazioni connesse ad un uso di essa scorretto!"
Signuruzzu beddu!!! Non ne uscirò mai. Già lo so
Sarà il caldo (48° nei scorsi giorni).
Sarà la stanchezza (sono DUE anni che non ho ferie).
Sarà l'età (che a breve subirà un inesorabile aumento, me tapina!)
Fatto sta che mi ritrovo la testa vuota, commetto distrazioni imbarazzanti, ho sempre i nervi a fior di pelle. Ho bisogno di rallentare un poco, di prendere un periodo di riposo. Il punto è che questa è una stagione di vita intensa, nella quale poco è concesso alla vita personale se si intende trovare una stabilità lavorativa. Occorre sempre dare il massimo, non risparmiarsi mai, essere sempre efficaci. Io tutte queste cose le ho capite.
Adesso devo capire come dire al grande capo che voglio andare al mare a non fare niente per almeno una settimana.
Il mio Grande Capo è anche una gran donna. Sempre gentile e sorridente, esercità una forma di autoritarismo latente che ti costringe a stare con il fiato sospeso per tutto il tempo in cui si permane nello stesso ambiente. Io le voglio un gran bene e la ammiro profondamente. Ogni tanto, però, ha delle uscite incredibili.
Come l'altro giorno. Le suona il telefonino e non ha voglia di rispondere. Mi dice: "Rispondi tu". Io replico: "Ok, cosa devo dire". Lei, con tono urtato: "E cosa vuoi dire? Pronto, no?!!!" 
Così ho fatto, senza aggiungere altro.