Tra cuore e ragione
mercoledì, 23 luglio 2008
Mamme e matrimoni

Come ho già scritto, mia mamma e la mia famiglia attendono con ansia che io e il principe annunciamo il nostro matrimonio.

Il fatto che al momento a nostra disposizione vi sia solo un piccolo, unico stipendio (quello del principe) per comprare casa, arredarla ed organizzare il matrimonio appare a tutti loro un dato assolutamente trascurabile.

Mi capita così di incontrare mia cugina e sentirmi dire "Ho visto un abito da sposa che per te è perfetto. Ho qui giusto il giornale. Lo vuoi vedere? Eh eh eh?".

A volte mi accorgo che mia zia mi guarda con occhi sognanti e di solito pronuncia sospirando frasi del tipo:" Quando ti sposi i capelli devi lasciarli come ora, morbidi e sciolti!".

Il caso più preoccupante è, manco a dirlo, mia mamma. Ultimamente manda segnali  un poco preoccupanti.

L'altro giorno ha sottratto con scatto fulmineo un neonato dalle braccia della mamma (sua amica), aggirandosi per casa con sguardo luciferino cullando il bimbo e sibilando al mio indirizzo: "come è bello essere nonna!!!!"

Ieri abbiamo litigato perchè lei aveva deciso che mi dovessi sposare entro il 2010. Io le ho detto: "ma sei io attualmente sono disoccupata, non conosco quale potrà essere il mio futuro, come faccio a decidere?Abbiamo bisogno di un minimo di stabilità economica per fare progetti così importanti"

La sua risposta, segnale di un irreversibile processo di degenerazione delle sue capacità di riflessione intorno al tema matrimonio, è stata: "Non mi interessa. Tu ti sposi nel 2010. Perchè tu sei una cosa mia e quindi si fa come dico io!".

Niente. Ancora sto ridendo. Perchè era troppo disperata la sua uscita per poter suscitare la mia rabbia.

Oggi, poi, l'ho beccata mentre faceva un giochino al computer: stava organizzando un bel matrimonio, con tanto di sposa con vestito a meringa.

Poverina. Non le è ancora ben chiaro che adosso a me non vedrà mai un abito del genere...

Che faccio? Pensate che il giochino la possa tenere buona per un poco? ;)

 

 

Scritto da: lallachetorna alle ore 13:09 | link | commenti (4) | Categoria: famiglia, mamma, io sono io
martedì, 10 giugno 2008
Al Volo...

...solo per dire che sono ancora viva. Con l'acqua alla gola, ma ancora viva. Passo dallo sconforto più totale, ad una sorta di delirio mistico che mi prende quando visualizzo me il giorno dopo la scadenza della consegna di questa benedittisima tesi.

E sapete cos'è la prima cosa che voglio fare non appena mi sarò liberata? 

Voglio fare lo jogurth in casa. Mi sono fissata. Quando la sintassi mi scappa di mano e le parole mancano, visualizzo me che rimesto latte e fermenti lattici vivi in un luminoso giorno 21 giugno. Mi rilasso subito.

Dite che mi sono ammattita?

Scritto da: lallachetorna alle ore 20:54 | link | commenti (6) | Categoria: riflessioni, lavoro, io sono io
giovedì, 05 giugno 2008
Agrumi di Sicilia

Diciamolo pure. Andare all'industriale in mezzo agli adolescenti è stata una bella iniezione di autostima.

A dirla tutta, però, la situazione non è poi cosi spettacolare.

Gli ultimi 4 mesi trascorsi interamente davanti ad un pc, su una rigida sedia, non hanno molto giovato al mio lato b. Per non parlare del lato a, c e d.

Per usare un eufemismo, diciamo che sono una bella arancia tonda e succosa che cammina.

Non so se mi spiego...

arancia

Scritto da: lallachetorna alle ore 12:07 | link | commenti (6) | Categoria: io sono io, forma fisica
martedì, 03 giugno 2008
Ormoni e Feromoni

Qualche settimana fa mi contatta una collega, mia socia nella cooperativa sociale fondata nel 2003.

"Dobbiamo fare un intervento in una secona classe dell'Industriale  - mi dice - a te tocca il modulo sulla motivazione allo studio"

Minchia! Penso io.

Ora. Non so se avete presente le caratteristiche di una classe dell'industriale. Decine di adolescenti maschi dall'ormone impazzito assiepati in pochi metri quadri. E senza nemmeno una femmina. Niente. Zero. Evidentemente  sono finite tutte al socio-psico-pedagogico, vero e proprio eden per questi giovani studenti abbrutiti da lunghe ore gomito a gomito con altri esponenti di sesso maschile.

Ora immaginate che ad un certo punto entri in classe una giovane donna, che non è una loro professoressa, che li invita a partecipare ad attività strane ed inconsuete e, soprattutto, che li bombarda di feromoni. Un casino

Adesso spingete la vostra immaginazione fino a configurare quello che può accadere se questa giovane deve proporre ad una simile umanità un modulo sulla Motivazione allo studio. Un inferno

Ma c'è una cosa che dovete sapere. Esiste un'arma infallibile per combattere. Un'arma da usare solo in casi estremi, quando tutto ormai sembra perduto. E richiede una coordinazione motoria non indifferente.

Si chiama Mossa dello stordimento e consiste nel complesso e contemporaneo movimento dello sbattere di ciglia sugli occhioni improvvisamente divenuti languidi, del sorridere ammiccante, dello scuotere i capelli con fare noncurante e, soprattutto, ascoltate bene, dello sfiorare appena appena la spalla del leader della classe, dai cui umori tutti gli altri dipendono totalmente. Riuscite ad immaginare gli effetti?

Con questa arma infallibile ho tenuto a bada persino 50 ragazzi di un convitto maschile. Tutti assieme naturalmente.

Quando gli insegnanti mi vedono entrare nelle classi  mi guardano con compatimento. E nel frattempo organizzano scommesse clandestine sul mio tempo di resistenza massimo. Non vi dico la delusione quando si accorgono che non solo resisto, ma che i ragazzi lavorano bene.

Intendiamoci. Questo piccolo trucco lo uso solo in casi estremi e per fare meglio il mio lavoro. E' solo un modo per ottenere un temporaneo controllo sugli studenti. Non mi è mai capitato di doverlo usare più di una volta con lo stesso gruppo, perchè poi subentra la stima e l'affetto e si lavora benissimo anche senza dover fare leva sugli ormoni scalpitanti dei ragazzi.

Ma torniamo alla Motivazione allo studio.

L'altro giorno mi reco all'orario prefissato a scuola, con la mia borsina colorata piena di materiali e tanta buona volontà. Mi metto davanti alla porta in attesa che suoni l'ora.

Che qualcosa non andasse me ne sono resa conto quando, aperta la porta e intravistami, uno studente si butta in ginocchio come se avesse appena visto la madonna. Altri cominciano ad ululare davanti alla finestra che dà sul cortile. Uno si mette le mani nei capelli, mentre il compagno di banco lo tempesta di pugni.

Apposto, penso, questi stanno attraversano la tempesta ormonale del secolo. Entro un poco esitante davanti a tutto quel marasma, ma poi capisco che non è il caso di dare segnali di cedimento e inizio subito a presentarmi.

A quel punto cala subito il silenzio. Ulteriore spiazzamento. Fino a due secondi prima avrei giurato di trovarmi davanti al più grave caso di isteria di massa da assenza di femmina. Adesso mi trovo davanti un pugno di agnellini sorridenti e attenti.

Il lavoro procede. E anche molto bene. I ragazzi parlano di loro, della difficoltà a gestire il tempo di studio. Parliamo di concentrazione, di autostima, di pause e di professori. Insomma, un successo inaspettato. E senza nemmeo aver dovuto usare l'arma segreta.

Nel corso dell'incontro successivo mi dedico agli incontri individuali. Mi colpisce un ragazzino, F. Una storia difficile, di solitudine e tristezza. Decido di lasciargli il mio indirizzo msn, in modo che possa contattarmi in caso di bisogno, per un consiglio o solo per sentirsi meno solo.

Lo segnalo alla collega che doveva continuare le attività dopo di me, qualche giorno dopo. "Come sono?"  mi chiede. "Degli angeli", rispondo entusiasta.

Bene.

Mi contattata F. "Hey, come stai - gli chiedo - come è andata la lezione con la mia collega"

"Non le dico dottoressa, un casino! L'abbiamo fatta diventare pazza!"

"Ma come - chiedo perplessa io - il suo argomento era molto più interessante del mio"

"E si vabbè. Mica era lei"

"Ma in che senso scusa?"

"Ma lei che pensa, che stavamo ad ascoltarla se non era così bella?"

"  "

Niente. Ancora mi devo riprendere

Scritto da: lallachetorna alle ore 21:01 | link | commenti (9) | Categoria: lavoro, sesso, io sono io
mercoledì, 21 maggio 2008

Oggi mi sono un attimo messa a letto,  dopo pranzo. Ho chiuso gli occhi e l'ho vista. La mia canitta, con il suo visino smunto dell'ultimo periodo e gli occhi tristi.

Non so come spiegare. Non era un sogno e nemmeno una fantasia. L'ho proprio vista.

Sarà durato la frazione di un secondo.

Ho fatto un salto di tre metri dal letto.

Evidente il mio inconscio sta lavorando alacremente su sensi di colpa e rimorsi, anche se a me sembrava di aver preso in mano la situazione... 

 

Scritto da: lallachetorna alle ore 16:26 | link | commenti (9) | Categoria: riflessioni, io sono io, la mia canitta
martedì, 06 maggio 2008
Grano e pensieri

Sabato il principe s'è ribellato alla consueta scena di me davanti al pc, con una montagna di libri accanto e per giunta in lacrime per la cagnolina.

"Basta! Non si può fare più questa vita. Domani si va tutti in campagna a passare una giornata a contatto con la natura. Devi staccare un poco. Per forza!"

All'inizio non volevo andare. Presa dalla malinconia, mi andava solo di stare a guardare foto e video della canitta e di piangere per distrarmi da quel senso di vuoto che s'è improvvisamente creato attorno. Poi però, dietro insistenza del principe, ho deciso di andare.

Ed ho fatto proprio bene.

Mi sono trovata davanti a questo paesaggio

campi

Il cielo era proprio blu e il sole caldissimo. Mi sono inerpicata sulle colline che circondavano la casa.

campi1

 Ho camminato in mezzo ai campi di grano. Non c'era nessuno attorno. Solo il rumore del vento che muoveva le spighe. grano

Ad un certo punto sono arrivata ad un casolare antichissimo, completamente abbandonato, costruito in cima ad una collina, probabile rifugio di qualche pastore. Mi sono seduta accanto al pozzo circondato da ficodindia, in totale solitudine. E lo spettacolo intorno, con le ampie distese di grano e papaveri rossi, m'è sembrato incredibile, perfetto equilibrio di luci, colori, odori.  Tutto l'affanno dell'ultimo periodo, lo stress, il lavoro compulsivo mi sono sembrati ridicoli. Ho fatto pace con il mio cuore e con la mia mente.

Da domenica ho smesso di stare male e di piangere.

La cagnolina, non so perchè, la sento vicina vicina e non mi sembra più che manchi dolorosamente da casa.  

Scritto da: lallachetorna alle ore 12:18 | link | commenti (2) | Categoria: riflessioni, principe azzurro, io sono io, la mia canitta
venerdì, 25 aprile 2008
Tutti al mare...

Eh si! Qui in terra sicula il sole caldissimo, il cielo turchese e senza nuvole, l'aria profumata invogliano ad andare in spiaggia.

MARE01

La gente prepara panini, prende l'ombrellone e via. Si va tutti al mare.

Tutti.

Tranne una certa personcina. Che deve lavorare anche oggi per via di alcune angoscianti scadenze. Fidanzata con un principe che, ormai rassegnato, ha preso la bici e in questo momento starà tentando la scalata dell'Etna.

Nonostante tutto, però, questa personcina oggi è contenta. In primo luogo perchè la sua cagnolina sta rispondendo agli antidolorifici e così ha ripreso a girare per casa.

E poi perchè da ieri, in alcune librerie specializzate, ci sono due volumi, uno turchese e uno blu, che portano il suo nome e sono dedicati ai suoi genitori e al principe.

Scritto da: lallachetorna alle ore 10:46 | link | commenti (7) | Categoria: riflessioni, lavoro, principe azzurro, io sono io, la mia canitta
venerdì, 18 aprile 2008
Un giorno speciale

Oggi è stata una giornata importante.

Mio fratello si è laureato. Esattamente lo stesso in cui giorno in cui, 33 anni fa, si laureò mio padre. Stesso luogo, stesso corso di laurea.

Per me oggi, invece, è stato l'ultimo giorno di lezione di dottorato. Ho messo l'ultima firma sul registro delle presenze, esattamente sotto la data di oggi. 18 aprile 2008

Nella mia vita il numero 8 ricorre spesso, così come il 12. Non sono una superstiziosa, ma a volte mi capitano coincidenze pazzesche!

 

Scritto da: lallachetorna alle ore 18:40 | link | commenti (4) | Categoria: riflessioni, io sono io
sabato, 12 aprile 2008
Che fortuna!

Nell'ultimo periodo sono stata sepolta a casa a lavorare. Sono stata persino dispensata dall'andare a fare ricevimento studenti pur di completare il compito che mi è stato assegnato. Passo intere settimane chiusa in casa senza mettere il naso fuori.

Domani mia mamma fa il compleanno. Non voglio resti senza regalo, così decido di uscire per acquistare al volo qualcosa.

Entro nel negozio, vedo una borsa che può piacerle, la pago. Tempo complessivo impiegato per l'intera operazione:2 minuti circa. Mentre tutta trafelata mi avvio verso l'uscita, alzo lo sguardo e chi vedo?

Il Grande Capo.Si. Lei. Proprio lei. Quella che non esce mai dal suo studio, ma che giusto oggi aveva un regalo da comprare. Mi vede e, affabile come sempre, mi sorride.

G.C.: "Che ci fai tu qui?"

L:"Emh, ecco. Veramente io... domani è il compleanno di mia mamma..."

G.C.: "Beh, allora certo. Capisco..."

L.: "Mi dispiaceva lasciala senza regalo..."

G.C.: "Si, certo certo. Ma senti, tu hai presente le tue scadenze, vero?!!!"

L.: 

Che fortuna!!!

Scritto da: lallachetorna alle ore 20:40 | link | commenti (6) | Categoria: lavoro, io sono io, il grande capo
venerdì, 11 aprile 2008
Il primo sguardo

Di ogni persona divenuta importante nella mia vita ricordo perfettamente il primo incrocio di sguardi.  E' come se una scarica mi attraversasse, provocando una reazione chimica che imprime nella memoria circostanze, odori, suoni, colori.

Mi è successa la stessa cosa quando ho incontrato per la prima volta il principe. Ero in un'aula universitaria a far fare un'esame scritto ad alcuni studenti. La professoressa non era presente, così decido di concedere qualche minuto extra ai ragazzi. Esattamente allo scadere dell'orario previsto per la prova, bussa alla porta un ragazzo e mi chiede educatamente il permesso di entrare. La sua ragazza sta facendo la prova, mi spiega, e lui è preoccupato perchè ancora non è uscita.

Ricordo di essere rimasta colpita dal garbo, dall'attenzione che mostrava per l'allora sua fidanzata e, naturalmente, per il bell'aspetto. Ho pensato "Certe fortune a me non capitano mai!", considerata anche la triste situazione sentimentale che vivevo allora.

L'ho fatto entrare, nonostante la prova per alcuni fosse ancora in atto.

Lui mi ha poi raccontato di ricordare perfettamente l'episodio. Dice di aver chiesto alla ragazza chi io fossi, anche perchè gli sembrava di ricordare il mio volto.

Qualche anno dopo ci incontriamo di nuovo. Lui frequenta la palestra di proprietà del mio fidanzato di allora. Scopriamo di abitare nella stessa strada, a pochi metri di distanza. Diveniamo molto amici. Parliamo. Ad un certo punto, in modo del tutto casuale, esce fuori l'episodio dell'università, l'avevamo entrambi rimosso. Ed è stato possibile recuperarlo perchè io, tra migliaia di studenti, ricordavo perfettamente nome e cognome della ragazza. Così, quando lui fa il suo nome, io ricollego volti e situazioni. Con il passare del tempo diventiamo sempre più vicini. Lui è il mio migliore amico. Poi, come spesso accade, ci innamoriamo. Da allora mi sembra di aver trovato l'altra parte di me, senza la quale mi sentivo incompleta.

Io non so se esiste un disegno, un destino, il cosiddetto fato. Posso solo dire che ogni tanto mi capita di avvertire una scossa, un piccolo brivido, presagio di qualcosa d'importante.

Quel giorno è accaduto la stessa cosa. E lui, con la sua maglia bianca e blu, il suo sorriso dolce, premuroso accanto alla biondina del terzo banco, mi è nella mente con la stessa vividezza di colori di un incontro appena vissuto.

Scritto da: lallachetorna alle ore 15:24 | link | commenti (4) | Categoria: amore, principe azzurro, io sono io
Chi Sono
Blogger: lallachetorna
Io sono io. Ma spesso ho dei dubbi anche su questo...

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Premio D eci e lode
Odi et Amo
Odio
I rumori forti
Le aggressioni
la meschinità e l'invidia

Amo
Il principe azzurro
Il mio mondo
la mia canitta
Partecipano

Calendar by ScissorStudio
Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore
*loading* visite
Testo scorrevole
Il più bello dei mari è quello che non navigammo. Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto. - Nazim Hikmet
Crediti
Template e grafica by
IN ARIA... & kiocciola

Foto by
Martina Schreiner

Distribuito su
IN ARIA..., kiocciola, NST & GRAFICA DI STILE