Tra cuore e ragione
martedì, 10 giugno 2008
Al Volo...

...solo per dire che sono ancora viva. Con l'acqua alla gola, ma ancora viva. Passo dallo sconforto più totale, ad una sorta di delirio mistico che mi prende quando visualizzo me il giorno dopo la scadenza della consegna di questa benedittisima tesi.

E sapete cos'è la prima cosa che voglio fare non appena mi sarò liberata? 

Voglio fare lo jogurth in casa. Mi sono fissata. Quando la sintassi mi scappa di mano e le parole mancano, visualizzo me che rimesto latte e fermenti lattici vivi in un luminoso giorno 21 giugno. Mi rilasso subito.

Dite che mi sono ammattita?

Scritto da: lallachetorna alle ore 20:54 | link | commenti (6) | Categoria: riflessioni, lavoro, io sono io
martedì, 03 giugno 2008
Ormoni e Feromoni

Qualche settimana fa mi contatta una collega, mia socia nella cooperativa sociale fondata nel 2003.

"Dobbiamo fare un intervento in una secona classe dell'Industriale  - mi dice - a te tocca il modulo sulla motivazione allo studio"

Minchia! Penso io.

Ora. Non so se avete presente le caratteristiche di una classe dell'industriale. Decine di adolescenti maschi dall'ormone impazzito assiepati in pochi metri quadri. E senza nemmeno una femmina. Niente. Zero. Evidentemente  sono finite tutte al socio-psico-pedagogico, vero e proprio eden per questi giovani studenti abbrutiti da lunghe ore gomito a gomito con altri esponenti di sesso maschile.

Ora immaginate che ad un certo punto entri in classe una giovane donna, che non è una loro professoressa, che li invita a partecipare ad attività strane ed inconsuete e, soprattutto, che li bombarda di feromoni. Un casino

Adesso spingete la vostra immaginazione fino a configurare quello che può accadere se questa giovane deve proporre ad una simile umanità un modulo sulla Motivazione allo studio. Un inferno

Ma c'è una cosa che dovete sapere. Esiste un'arma infallibile per combattere. Un'arma da usare solo in casi estremi, quando tutto ormai sembra perduto. E richiede una coordinazione motoria non indifferente.

Si chiama Mossa dello stordimento e consiste nel complesso e contemporaneo movimento dello sbattere di ciglia sugli occhioni improvvisamente divenuti languidi, del sorridere ammiccante, dello scuotere i capelli con fare noncurante e, soprattutto, ascoltate bene, dello sfiorare appena appena la spalla del leader della classe, dai cui umori tutti gli altri dipendono totalmente. Riuscite ad immaginare gli effetti?

Con questa arma infallibile ho tenuto a bada persino 50 ragazzi di un convitto maschile. Tutti assieme naturalmente.

Quando gli insegnanti mi vedono entrare nelle classi  mi guardano con compatimento. E nel frattempo organizzano scommesse clandestine sul mio tempo di resistenza massimo. Non vi dico la delusione quando si accorgono che non solo resisto, ma che i ragazzi lavorano bene.

Intendiamoci. Questo piccolo trucco lo uso solo in casi estremi e per fare meglio il mio lavoro. E' solo un modo per ottenere un temporaneo controllo sugli studenti. Non mi è mai capitato di doverlo usare più di una volta con lo stesso gruppo, perchè poi subentra la stima e l'affetto e si lavora benissimo anche senza dover fare leva sugli ormoni scalpitanti dei ragazzi.

Ma torniamo alla Motivazione allo studio.

L'altro giorno mi reco all'orario prefissato a scuola, con la mia borsina colorata piena di materiali e tanta buona volontà. Mi metto davanti alla porta in attesa che suoni l'ora.

Che qualcosa non andasse me ne sono resa conto quando, aperta la porta e intravistami, uno studente si butta in ginocchio come se avesse appena visto la madonna. Altri cominciano ad ululare davanti alla finestra che dà sul cortile. Uno si mette le mani nei capelli, mentre il compagno di banco lo tempesta di pugni.

Apposto, penso, questi stanno attraversano la tempesta ormonale del secolo. Entro un poco esitante davanti a tutto quel marasma, ma poi capisco che non è il caso di dare segnali di cedimento e inizio subito a presentarmi.

A quel punto cala subito il silenzio. Ulteriore spiazzamento. Fino a due secondi prima avrei giurato di trovarmi davanti al più grave caso di isteria di massa da assenza di femmina. Adesso mi trovo davanti un pugno di agnellini sorridenti e attenti.

Il lavoro procede. E anche molto bene. I ragazzi parlano di loro, della difficoltà a gestire il tempo di studio. Parliamo di concentrazione, di autostima, di pause e di professori. Insomma, un successo inaspettato. E senza nemmeo aver dovuto usare l'arma segreta.

Nel corso dell'incontro successivo mi dedico agli incontri individuali. Mi colpisce un ragazzino, F. Una storia difficile, di solitudine e tristezza. Decido di lasciargli il mio indirizzo msn, in modo che possa contattarmi in caso di bisogno, per un consiglio o solo per sentirsi meno solo.

Lo segnalo alla collega che doveva continuare le attività dopo di me, qualche giorno dopo. "Come sono?"  mi chiede. "Degli angeli", rispondo entusiasta.

Bene.

Mi contattata F. "Hey, come stai - gli chiedo - come è andata la lezione con la mia collega"

"Non le dico dottoressa, un casino! L'abbiamo fatta diventare pazza!"

"Ma come - chiedo perplessa io - il suo argomento era molto più interessante del mio"

"E si vabbè. Mica era lei"

"Ma in che senso scusa?"

"Ma lei che pensa, che stavamo ad ascoltarla se non era così bella?"

"  "

Niente. Ancora mi devo riprendere

Scritto da: lallachetorna alle ore 21:01 | link | commenti (9) | Categoria: lavoro, sesso, io sono io
venerdì, 25 aprile 2008
Tutti al mare...

Eh si! Qui in terra sicula il sole caldissimo, il cielo turchese e senza nuvole, l'aria profumata invogliano ad andare in spiaggia.

MARE01

La gente prepara panini, prende l'ombrellone e via. Si va tutti al mare.

Tutti.

Tranne una certa personcina. Che deve lavorare anche oggi per via di alcune angoscianti scadenze. Fidanzata con un principe che, ormai rassegnato, ha preso la bici e in questo momento starà tentando la scalata dell'Etna.

Nonostante tutto, però, questa personcina oggi è contenta. In primo luogo perchè la sua cagnolina sta rispondendo agli antidolorifici e così ha ripreso a girare per casa.

E poi perchè da ieri, in alcune librerie specializzate, ci sono due volumi, uno turchese e uno blu, che portano il suo nome e sono dedicati ai suoi genitori e al principe.

Scritto da: lallachetorna alle ore 10:46 | link | commenti (7) | Categoria: riflessioni, lavoro, principe azzurro, io sono io, la mia canitta
sabato, 12 aprile 2008
Che fortuna!

Nell'ultimo periodo sono stata sepolta a casa a lavorare. Sono stata persino dispensata dall'andare a fare ricevimento studenti pur di completare il compito che mi è stato assegnato. Passo intere settimane chiusa in casa senza mettere il naso fuori.

Domani mia mamma fa il compleanno. Non voglio resti senza regalo, così decido di uscire per acquistare al volo qualcosa.

Entro nel negozio, vedo una borsa che può piacerle, la pago. Tempo complessivo impiegato per l'intera operazione:2 minuti circa. Mentre tutta trafelata mi avvio verso l'uscita, alzo lo sguardo e chi vedo?

Il Grande Capo.Si. Lei. Proprio lei. Quella che non esce mai dal suo studio, ma che giusto oggi aveva un regalo da comprare. Mi vede e, affabile come sempre, mi sorride.

G.C.: "Che ci fai tu qui?"

L:"Emh, ecco. Veramente io... domani è il compleanno di mia mamma..."

G.C.: "Beh, allora certo. Capisco..."

L.: "Mi dispiaceva lasciala senza regalo..."

G.C.: "Si, certo certo. Ma senti, tu hai presente le tue scadenze, vero?!!!"

L.: 

Che fortuna!!!

Scritto da: lallachetorna alle ore 20:40 | link | commenti (6) | Categoria: lavoro, io sono io, il grande capo
giovedì, 27 marzo 2008
Non so

Non so davvero da dove iniziare...

Vorrei ringraziare tutti gli amici che sono passati da questo blog ed hanno lasciato frasi di solidarietà. Ogni parola scritta mi è arrivata come una carezza.

E' stato un brutto momento. Non ancora chiuso al momento.

Il mio capo mi ha messo nelle condizioni di dover fare in 20 giorni ciò che la gente normalmente fa, con calma e attenzione, in almeno due anni. Quello che mi ha fatto piombare nell'angoscia non è stato tanto dover passare 20 ore davanti al pc a lavorare, quanto vedere che nel frattempo la vita prosegue senza di me. Mi chiedo se è giusto vivere così, sprecare gli anni migliori dietro ad obiettivi ambiziosi, sfiorire sopra i libri. Non posso nemmeno prendermela con il capo. Le sue intenzioni sono buone, vanno tutte a mio vantaggio.

Solo che io passo sabati, domeniche, pasque, pasquette, natali e ferragosto dietro il tentativo di trovare una stabilità lavorativa. Quando la gente va in vacanza, io devo lavorare extra per recuperare il tempo perduto. Sempre. Questo è il prezzo da pagare. Il punto, però, è che a me della carriera non frega nulla.

Vorrei tanto mollare tutto. Prendere quattro vestiti, raccogliere i risparmi e partire per qualche meta lontana. Mi piacerebbe andare in qualche isola lontana. Troverei qualche piccolo lavoretto per sopravvivere. Magari verrebbe pure il Principe con me. Forse sarei più felice. Non so.

 

Scritto da: lallachetorna alle ore 18:46 | link | commenti (8) | Categoria: riflessioni, lavoro, io sono io
giovedì, 14 febbraio 2008
Valutare

Oggi ho esaminato una ventina di giovani matricole. E tutte le volte mi sono trovata nella spiacevole posizione di dover esprimere un giudizio sulla loro preparazione. In linea di massima, ciò che determina il voto finale è il livello di preparazione raggiunto. Eppure non di rado mi ritrovo a guardarli negli occhi e a pensare alla loro vita, alla loro famiglia a casa che aspetta di conoscere l'esito dell'esame. A volte mi colpiscono particolari come il santino nel libretto, le mani tremanti, il balbettamento, il rossore furioso che ricopre il volto. Allora mi appare ancora più significativo il dovere di dare una valutazione giusta, per loro e anche per me. Perchè ogni volta che la mia opinione  sull'esame si trasforma in voto mi sembra sempre che si corra il rischio di sbagliare, in difetto o in eccesso, e mi spaventa la risonanza che può avere nella loro vita.

Per questo trovo scomodo valutare. Non mi piace. Ad alcuni colleghi, invece, piace moltissimo, dà loro come una sensazione di potere e gratificazione. A me onestamente sembra un atteggiamento idiota.

Certo, in alcune circostanze mi infurio anche io. A volte si presentano certe facce di bronzo, veri e propri avventurieri, che mi fanno venir voglia di chiamarli fuori dall'aula e fargli una lavata di capo epocale.

Penso, comunque, che valutare sia una responsabilità. Mi ricordo perfettamente quanto contava per me l'esito di un esame. Rappresentava il riconoscimento dell'impegno profuso. Per questo mi spiace quando mi accorgo dell'approssimazione con cui, qualche volta, si esprimono giudizi sugli studenti.

Forse si dovrebbero prevedere dei corsi per i docenti sulla valutazione. E non sto scherzando...

Scritto da: lallachetorna alle ore 19:50 | link | commenti (1) | Categoria: riflessioni, lavoro, io sono io
giovedì, 07 febbraio 2008
Datemi un parere

Forse sono un tantino esagerata io. Ma ditemi, una studentessa che mette nella sitografia della propria tesi di laurea il link al sito www. TESIONLINE.it merita di soppravvivere alla mia furia, sedendosi dunque tra qualche giorno di fronte alla commissione di laurea?

Scritto da: lallachetorna alle ore 13:14 | link | commenti (5) | Categoria: riflessioni, lavoro
mercoledì, 09 gennaio 2008
Che fatica!

Questo avvio d'anno si sta rivelando davvero sfiancante. Ore ed ore di lavoro ininterrotte, accompagnate da quella sottile ansia e tensione che nasce quando la posta in gioco è alta. E poi, fattore non di secondo piano, sono stata costretta a svegliarmi molto presto al mattino. So che può sembrare una fesseria, ma io sto malissimo quando mi alzo troppo presto. Mi gira la testa, mi sento svenire, provo il desiderio continuo di tornare sotto le coperte a dormire.

Ieri sera, quando ho poggiato la testa sul cuscino, non mi sono addormentata. Sono svenuta.

E oggi è solo il nove gennaio.

Spero che le cose cambino un pochino, altrimenti non arrivero a fine mese!!!

Scritto da: lallachetorna alle ore 15:21 | link | commenti (4) | Categoria: lavoro, io sono io
lunedì, 08 ottobre 2007
Chauffeur

Mannaggia la miseria!

Al grande capo hanno sospeso la patente per un mese. E questo vuol dire che mi tocca accompagnarla ovunque.

E quando dico ovunque, vuol dire proprio ovunque...

Scritto da: lallachetorna alle ore 16:19 | link | commenti (4) | Categoria: lavoro, io sono io, il grande capo
lunedì, 20 agosto 2007
Mamma mia!

Mi si perdonino i toni di poco garbo, ma sento l'impellente e improrogabile bisogno di comunicare a tutti che

ho lo scazzo alla risposta!!!!

Non ho proprio voglia di lavorare. Dovrei essere produttiva, scrivere e scrivere e ancora scrivere parole scientificamente rilevanti e incisive, producendo originali pagine di speculazione teoretica.

Invece mi ritrovo a fissare lo schermo del pc. La testa vuota e i sensi di colpa che festeggiano allegri e numerosi.

A questo si aggiunga il fiato del grande capo alitato sul mio collo che produce interessanti brividi di inquietudine lungo la mia schiena.

Io ci provo a mettere per iscritto quello che la mia mente continuamente partorisce, ma a quanto pare il mio cervello e le mie mani non trovano occasioni di incontro e i pensieri stentano a tradursi in parole.

L'auspicio è sempre lo stesso, da mesi a questa parte: essere colta da improvvisa e fulminante illuminazione, a carattere di chiarificazione dei più intricati nodi concettuali, che mi porti a completare la prima parte di questo difficile parto.

Anche se poi mi tornano alla mente le parole del grande capo: "Non si scrive mai di getto!!!! Ogni parola deve essere ponderata e a lungo soppesata, valutando le possibili implicazioni connesse ad un uso di essa scorretto!"

Signuruzzu beddu!!! Non ne uscirò mai. Già lo so

Scritto da: lallachetorna alle ore 18:35 | link | commenti (2) | Categoria: riflessioni, lavoro, il grande capo
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